Quando si parla di ISEE, uno dei principali motivi di errore o rallentamento riguarda la documentazione incompleta o non corretta. Molte persone sanno di dover presentare la DSU, ma non hanno chiaro cosa serva davvero e, soprattutto, a quale anno facciano riferimento i dati richiesti. Per questo motivo è utile partire da una checklist chiara e aggiornata dei documenti necessari per la DSU/ISEE 2026, così da arrivare al CAF preparati ed evitare integrazioni successive.
Cos’è la DSU e perché la documentazione è fondamentale
La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) è il documento attraverso cui vengono comunicati all’INPS i dati economici e patrimoniali del nucleo familiare. Su queste informazioni viene calcolato l’ISEE, che a sua volta determina l’accesso a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali. È quindi fondamentale che la DSU sia completa, coerente e aggiornata: anche una sola informazione mancante può incidere sull’indicatore finale o rendere necessario un ricalcolo.
Documenti anagrafici del nucleo familiare
Il primo passo è identificare correttamente il nucleo familiare. La composizione del nucleo incide in modo diretto sul valore dell’ISEE ed è spesso fonte di dubbi, soprattutto in presenza di separazioni o situazioni particolari.
In genere, servono:
- documento di identità e codice fiscale del dichiarante;
- documenti e codici fiscali di tutti i componenti del nucleo;
- eventuale permesso di soggiorno per cittadini extra UE;
- sentenze di separazione o divorzio, se rilevanti ai fini ISEE.
Questa documentazione consente di definire con precisione chi rientra nell’ISEE e con quali ruoli.
Documenti relativi ai redditi (anno di riferimento)
Per l’ISEE 2026, i redditi da dichiarare sono quelli relativi all’anno 2024. Questo è un aspetto cruciale, perché spesso viene confuso con l’anno in corso.
Occorre quindi presentare:
- modello 730 o modello Redditi;
- Certificazione Unica (CU) per lavoratori dipendenti, pensionati o percettori di NASpI;
- eventuali redditi esenti o soggetti a imposta sostitutiva;
- assegni percepiti, se rilevanti.
Anche in caso di assenza di reddito, la situazione deve comunque essere dichiarata correttamente.
Patrimonio mobiliare: conti, risparmi e investimenti
Il patrimonio mobiliare rappresenta una delle sezioni più delicate della DSU. Deve essere indicato per ciascun componente del nucleo familiare e fa riferimento alla situazione al 31 dicembre dell’anno precedente.
Rientrano in questa categoria:
- saldo e giacenza media di conti correnti bancari e postali;
- libretti di risparmio;
- carte prepagate con IBAN;
- titoli, fondi, azioni e altri strumenti finanziari;
- polizze assicurative a contenuto finanziario.
È importante sottolineare che anche i conti con saldo pari a zero vanno dichiarati, se attivi nel periodo di riferimento.
Patrimonio immobiliare: immobili e terreni
Chi possiede immobili o terreni deve dichiararli nella DSU, indipendentemente dal fatto che si tratti di abitazione principale o di altri fabbricati.
Sono generalmente richiesti:
- visura catastale o atto di proprietà;
- valore ai fini IMU degli immobili;
- quota di possesso (proprietà, comproprietà, usufrutto).
La prima casa viene trattata in modo diverso rispetto agli altri immobili, ma deve comunque essere indicata.
Veicoli e beni mobili registrati
La DSU richiede anche alcune informazioni relative ai beni mobili registrati, che contribuiscono a completare il quadro patrimoniale del nucleo.
In particolare, vanno indicati:
- autoveicoli;
- motocicli con cilindrata superiore a 500 cc;
- imbarcazioni da diporto.
Documentazione aggiuntiva per casi specifici
Alcune situazioni richiedono documenti ulteriori, che variano in base alla storia personale e familiare del dichiarante. Tra i casi più comuni rientrano:
- contratti di locazione regolarmente registrati;
- certificazioni di invalidità o disabilità;
- documentazione relativa a mutui residui;
- attestazioni di assegni di mantenimento versati o percepiti.
In presenza di queste situazioni, è consigliabile confrontarsi preventivamente con il CAF per verificare la documentazione necessaria.
ISEE ordinario e ISEE corrente: cosa cambia nei documenti
Nel caso di ISEE corrente, richiesto quando la situazione lavorativa o reddituale è cambiata di recente, è necessario presentare documenti che attestino la variazione, come la cessazione o la riduzione del rapporto di lavoro.
L’ISEE corrente ha una validità limitata nel tempo e deve essere valutato caso per caso, anche in base alla convenienza rispetto all’ISEE ordinario.
Errori da evitare nella preparazione dei documenti
Uno degli errori più comuni è arrivare al CAF senza aver raccolto tutta la documentazione, pensando di poter integrare in un secondo momento. Questo spesso comporta ritardi o la necessità di rifare la pratica.
Altri errori frequenti riguardano:
- l’omissione di conti correnti o carte prepagate;
- la confusione sull’anno di riferimento dei redditi;
- la mancata comunicazione di variazioni nel nucleo familiare;
- una giacenza media non corretta.
Perché affidarsi al CAF per la DSU/ISEE
Rivolgersi a un CAF permette di affrontare la pratica con maggiore serenità. Un operatore qualificato verifica la documentazione, segnala eventuali criticità e assicura una compilazione corretta della DSU, riducendo il rischio di errori che possono incidere su bonus e agevolazioni.
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FAQ
Quali documenti servono per l’ISEE 2026?
Documenti anagrafici, redditi 2024, patrimonio mobiliare e immobiliare e, se presenti, certificazioni specifiche.
I conti correnti con saldo zero vanno dichiarati?
Sì, se erano attivi nel periodo di riferimento.
A quale anno si riferiscono i redditi per l’ISEE 2026?
Ai redditi percepiti nel 2024.
È obbligatorio rivolgersi al CAF?
Non è obbligatorio, ma il CAF riduce il rischio di errori e semplifica la procedura.






