Dal 16 ottobre 2026 è possibile presentare domanda per la rottamazione di determinate cartelle relative a bollo auto, multe, IMU, TARI e altri debiti verso Regioni ed enti locali. Ma attenzione: non tutte le somme dovute possono essere eliminate o ridotte. Ecco come funziona la nuova definizione agevolata, quali sono le scadenze e perché è importante controllare la propria situazione prima di aderire.
Una vecchia multa mai pagata, un bollo auto dimenticato, una cartella relativa alla tassa sui rifiuti o un debito con il Comune che nel tempo è aumentato a causa di interessi e maggiorazioni. Sono situazioni che possono riguardare molti cittadini e che, soprattutto quando le comunicazioni si accumulano nel corso degli anni, diventano difficili da ricostruire. Dal 16 ottobre 2026 si apre una nuova possibilità per chi ha determinate pendenze nei confronti di Regioni, Comuni e altri enti territoriali: la rottamazione-quinquies delle entrate locali, una misura che consente, in presenza dei requisiti previsti, di definire alcuni debiti pagando importi ridotti rispetto alle somme complessivamente richieste.
La novità riguarda anche il bollo auto, le multe stradali, l’IMU e la TARI. Tuttavia, è fondamentale chiarire un aspetto: non esiste una cancellazione generalizzata di tutti i debiti locali e non tutte le cartelle possono essere rottamate. Per capire se si può beneficiare della misura occorre verificare l’ente che ha emesso il credito, quando questo è stato affidato alla riscossione, la natura delle somme richieste e l’eventuale presenza di precedenti rateizzazioni o rottamazioni.
Vediamo cosa prevede la normativa, come controllare le proprie cartelle e quali verifiche conviene effettuare prima di inoltrare la domanda.
Rottamazione bolli e multe 2026: cosa cambia dal 16 ottobre
La nuova possibilità di definizione agevolata deriva dall’estensione della rottamazione-quinquies ai debiti affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione da Regioni ed enti locali.
La disciplina è stata introdotta dall’articolo 10-quinquies della legge n. 88/2026, successivamente modificata dalla legge n. 113/2026. L’obiettivo è consentire ai contribuenti di regolarizzare determinate posizioni debitorie beneficiando dell’eliminazione delle componenti accessorie previste dalla normativa, secondo regole che cambiano anche in base alla natura del credito.
La finestra temporale per presentare la domanda è compresa tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026. Non si tratta, quindi, di un condono automatico. Il contribuente deve presentare una specifica dichiarazione di adesione e i debiti devono rispettare precise condizioni.
Un requisito essenziale è che l’ente territoriale interessato abbia adottato il provvedimento necessario per applicare la rottamazione alle proprie entrate. In altre parole, due cittadini con debiti apparentemente simili potrebbero trovarsi in situazioni diverse a seconda dell’amministrazione creditrice e delle caratteristiche della cartella.
Quali debiti possono rientrare nella rottamazione-quinquies degli enti locali?
La misura riguarda, in linea generale, i debiti tributari e non tributari affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 dagli enti territoriali che hanno aderito alla procedura.
Tra le entrate potenzialmente interessate troviamo:
- Bollo auto non pagato, quando il debito rientra tra i carichi ammissibili della Regione competente.
- Multe stradali, con un trattamento agevolato specifico per interessi, maggiorazioni e aggio.
- IMU arretrata, se il Comune ha aderito e il carico rispetta i requisiti.
- TARI non pagata, quando il relativo debito rientra nella procedura.
- Altri tributi e crediti degli enti territoriali, nei limiti previsti dalla legge e dal provvedimento adottato dall’ente.
Sono esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti. È inoltre importante distinguere le cartelle affidate all’Agenzia delle entrate-Riscossione dai crediti gestiti direttamente dai Comuni oppure da concessionari privati. Questi ultimi non rientrano automaticamente nella stessa procedura: potrebbero essere oggetto di differenti definizioni agevolate deliberate dalle amministrazioni competenti.Per questo motivo, leggere soltanto l’importo indicato in una comunicazione non è sufficiente per capire se una posizione possa beneficiare della rottamazione.
Bollo auto arretrato: si può rottamare anche quello degli anni precedenti?
Il bollo auto è uno degli argomenti che genera più domande. Chi possiede o ha posseduto un veicolo potrebbe aver ricevuto comunicazioni relative a una tassa automobilistica non versata, magari riferita a molti anni prima. Con il trascorrere del tempo, all’importo originario possono essersi aggiunti interessi, sanzioni e spese. La rottamazione del bollo auto può essere possibile se il debito rientra tra i carichi ammessi e se la Regione creditrice ha adottato il provvedimento richiesto. Non basta, quindi, avere un bollo non pagato per avere diritto all’agevolazione. Occorre controllare se il debito è stato affidato all’Agenzia delle entrate-Riscossione nel periodo previsto e se compare tra le posizioni definibili.
Un altro aspetto merita attenzione: la data alla quale si riferisce il bollo non coincide necessariamente con la data in cui il relativo carico è stato affidato alla riscossione. Sono due informazioni differenti, entrambe rilevanti per ricostruire la posizione. Prima di presentare domanda può inoltre essere utile verificare l’esistenza di pagamenti già eseguiti, precedenti comunicazioni, contestazioni e possibili questioni relative alla prescrizione, da esaminare caso per caso.
Come sapere se un vecchio bollo auto può essere rottamato?
La strada corretta è controllare la posizione debitoria e richiedere il prospetto informativo disponibile attraverso i servizi dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.
Il prospetto permette di individuare i carichi che risultano ammessi e gli importi da considerare ai fini della definizione.
Se sono presenti più annualità, la verifica deve riguardare ogni singola posizione: non è detto che tutti i bolli arretrati abbiano lo stesso trattamento.
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Sportello Amico può supportarti nell’analisi della tua situazioni e fornirti un supporto concreto nella ricostruzione documentale, oltre che nello svolgimento della pratica.
Multe stradali non pagate: quanto si può risparmiare?
Anche le multe per violazioni del Codice della strada possono essere interessate dalla nuova procedura, ma è necessario evitare un equivoco molto comune.
Rottamare una multa non significa necessariamente cancellarne l’importo originario.
Per le sanzioni amministrative relative alle violazioni del Codice della strada, l’agevolazione riguarda gli interessi, comprese determinate maggiorazioni, e le somme maturate a titolo di aggio secondo la disciplina applicabile.
La sanzione principale resta dovuta.
Il beneficio economico dipende quindi dalla composizione della cartella: una multa molto vecchia, sulla quale si sono accumulate componenti accessorie rilevanti, potrebbe presentare una riduzione diversa rispetto a una posizione più recente.
Non è possibile indicare una percentuale di risparmio valida per tutti.
IMU e TARI arretrate: le cartelle comunali sono comprese?
La rottamazione può interessare anche debiti relativi all’IMU, la tassa sugli immobili, e alla TARI, il tributo sui rifiuti.
Anche in questo caso, però, è necessario verificare il Comune interessato. Non tutte le amministrazioni hanno necessariamente adottato gli stessi provvedimenti. Inoltre, bisogna distinguere tra crediti affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione e importi gestiti attraverso altri canali.
Chi ha ricevuto diversi avvisi di pagamento per IMU o TARI dovrebbe quindi ricostruire le singole annualità, verificare i relativi atti e controllare se i carichi risultano effettivamente definibili.
La presenza di un vecchio avviso comunale, da sola, non dimostra l’accesso alla rottamazione.
Quali Comuni e Regioni hanno aderito alla rottamazione 2026?
L’Agenzia delle entrate-Riscossione ha reso disponibile un elenco degli enti territoriali che hanno comunicato l’adesione alla misura.
Secondo le informazioni diffuse all’avvio delle domande, gli enti coinvolti sono circa 1.500. L’elenco ufficiale è il riferimento da consultare per verificare se l’amministrazione interessata rientra tra quelle aderenti.
È importante ricordare che l’ente competente potrebbe non coincidere con il Comune in cui si vive attualmente.
Per esempio, un debito IMU può riferirsi a un immobile situato in un Comune diverso da quello di residenza. Allo stesso modo, il bollo auto dipende dalla Regione competente secondo la disciplina applicabile.
La verifica deve quindi partire dal singolo debito e dall’ente creditore, non soltanto dal luogo in cui abita il contribuente.
Rottamazione cartelle 2026: quali sono le scadenze?
Per la definizione agevolata delle entrate territoriali sono previste scadenze specifiche.
| Adempimento | Scadenza |
| Apertura delle domande | 16 ottobre 2026 |
| Termine per presentare la domanda | 15 dicembre 2026 |
| Comunicazione delle somme dovute | Entro il 28 febbraio 2027 |
| Pagamento in unica soluzione o prima rata | 31 marzo 2027 |
| Numero massimo di rate | 54 rate bimestrali |
In caso di rateizzazione, è prevista l’applicazione di interessi al tasso del 3% annuo a decorrere dal 1° aprile 2027.
Il piano può prevedere fino a 54 rate bimestrali, con scadenze definite dalla normativa.
Attenzione: presentare domanda non significa avere già estinto il debito. Per mantenere i benefici della rottamazione è necessario rispettare le condizioni e i termini di pagamento.
La definizione può perdere efficacia in caso di mancato o insufficiente pagamento dell’unica rata, oppure, in caso di pagamento rateale, quando non vengono versate due rate, anche non consecutive, o l’ultima rata del piano.
Prima di scegliere una dilazione particolarmente lunga conviene quindi valutare anche la sostenibilità economica dei pagamenti.
Ho già una rateizzazione: posso aderire alla rottamazione?
Avere un piano di pagamento in corso non significa automaticamente essere esclusi da qualsiasi definizione agevolata.
La risposta dipende dalla tipologia dei carichi, dalla disciplina applicabile e dalla situazione del piano.
La normativa contempla anche particolari ipotesi relative a precedenti rottamazioni dalle quali il contribuente è decaduto.
Al contrario, alcune posizioni già inserite nella rottamazione-quater e nella relativa riammissione, per le quali risultavano regolarmente versate tutte le rate scadute alla data del 30 settembre 2025, sono escluse dalla nuova procedura.
È quindi importante controllare la storia dei pagamenti e delle eventuali adesioni precedenti.
Prima di interrompere una rateizzazione in corso o assumere decisioni su pagamenti già programmati, è opportuno verificare quali effetti avrebbe la nuova adesione sulla propria posizione.
Come può aiutarti Sportello Amico nella verifica di bolli, multe e cartelle?
Quando si parla di cartelle esattoriali e debiti arretrati, la difficoltà non consiste soltanto nel compilare un modulo.
Spesso il vero problema è comprendere la propria situazione.
Una persona potrebbe avere più bolli auto non pagati, alcune multe risalenti a diversi anni prima, un debito TARI e una rateizzazione già attiva. In una situazione del genere, la domanda fondamentale non è soltanto «Come aderisco alla rottamazione?», ma prima ancora:
«Quali debiti ho realmente, quali posso definire e quale scelta è più adatta alla mia situazione?»
Sportello Amico è una realtà che offre servizi di assistenza e gestione di pratiche per cittadini e famiglie.
Attraverso i suoi canali di contatto è possibile richiedere informazioni e verificare la disponibilità di assistenza per la ricostruzione della documentazione, l’esame preliminare della posizione debitoria e l’individuazione degli adempimenti eventualmente necessari.
L’obiettivo è aiutare il cittadino ad affrontare la pratica in modo più consapevole, evitando di presentare domande senza aver prima verificato i requisiti o senza conoscere le somme effettivamente coinvolte.
Non è possibile garantire preventivamente l’ammissione alla rottamazione o un determinato risparmio: entrambi dipendono dalla normativa e dalla posizione individuale.
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Prima di decidere se presentare la domanda, il passo più utile è conoscere esattamente la propria posizione.
Fonti e riferimenti normativi
- Agenzia delle entrate-Riscossione – Legge n. 88/2026 e disciplina della rottamazione degli enti territoriali.
- Agenzia delle entrate-Riscossione – Legge n. 113/2026: proroga dei termini e nuove scadenze della definizione agevolata.
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199, articolo 1, commi 82–101.
Articolo aggiornato al 16 ottobre 2026. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono la verifica delle singole posizioni e delle disposizioni applicabili.






